by Associazione Kairòs


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Storia

Il monumento, risalente alla seconda metà del II secolo d.C., completamente costruito in laterizio, è ben conservato ed è di grande interesse sia per la tipologia architettonica, che segna un'evoluzione nella tipologia "sepolcrale" romana, sia per la qualità artistica della decorazione in cotto.

L'edificio, "ammirato" da architetti rinascimentali quali Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi e ritratto dal Piranesi e dal Labruzzi, venne "usato" come fienile per secoli, compromettendo alcuni elementi legati all'originaria funzione, ma permettendone la conservazione grazie alla manutenzione continua.

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Il Ludus Magnus era la principale sede e "palestra" dei gladiatori a Roma, collocata nei pressi del Colosseo, nella valle tra l'Esquilino e il Celio.

Fu una delle quattro caserme (ludi) costruite da Domiziano (comprendenti anche il Gallicus, il Matutinus e il Dacicus), l'unica oggi parzialmente visibile.

Nell'area si trovavano precedentemente una domus tardo-repubblicana e un'insula della prima età imperiale, distrutte nell'incendio neroniano.

La struttura domizianea fu fondata nell'interro sovrapposto ai resti dell'incendio. La fase attualmente visibile si riferisce ad un restauro avvenuto sotto Traiano, che comportò la demolizione e ricostruzione di parte dell'elevato, probabilmente per motivi statici. Commodo, appassionato di giochi gladiatori, vi si esibì e sembra vi avesse anche soggiornato.

In epoca tardo-antica l'edificio dovette essere nuovamente restaurato e la cavea fu sostenuta con una serie di muri radiali in opera listata, che misero fuori uso gli ambienti di servizio presenti nelle sue sostruzioni.

Altri ambienti con muri in tufelli furono ricavati nella testata del portico all'angolo nord-occidentale.

L'edificio fu forse restaurato ancora sotto Odoacre (le "venationes", o giochi con gli animali, continuarono fino al 536, ma i restauri, ricordati in un'iscrizione rinvenuta frammentaria, si riferiscono forse piuttosto al Colosseo).

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Costruito sul luogo delle antiche terme neroniane nel 1522, fu voluto da Cristoforo Stati.

Il progetto fu affidato a Giulio Romano e costituisce una delle opere romane dell’architetto.

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Si trova in via della Cisterna ed è addossata ad un parete in laterizio, inquadrata in un arco di travertino.

È formata da una base sulla quale poggia un "caratello", come veniva chiamata anticamente a Roma la botte con la quale si trasportava il vino, dal cui foro centrale fuoriesce un getto d'acqua che si versa nel sottostante tino da mosto.

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Ponte Fabricio, noto anche come ponte dei Quattro Capi o Pons Judaeorum, è un ponte che collega il lungotevere de’ Cenci a via di Ponte Quattro Capi, nei rioni Sant’Angelo e Ripa.

Nel XVI secolo per la sua vicinanza al Ghetto fu conosciuto anche come ponte dei Giudei;

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I Santacroce furono proprietari di diversi palazzi nei rioni Sant’Angelo e Regola a Roma, tra i quali il Palazzo Santacroce ai Catinari.

La costruzione del Palazzo Santacroce ai Catinari iniziò alla fine del cinquecento per "volere"  di Onofrio Santacroce.

Dai documenti d’archivio risulta che il palazzo fu costruito dal 1598 al 1602 su un progetto dell’architetto Carlo Maderno.

 

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E' in Via del Corso 499.

Ha un "soprannome" che la collega al vicino mausoleo di Augusto, e come tale è omonima dell'ospedale del quale era originariamente la cappella.

 

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E' in Piazza della Chiesa Nuova nel Rione Parione.

E' stata costruita, tra il 1575 e i primi del settecento, sulle macerie di tre chiese appositamente demolite, una delle quali si chiamava Santa Maria in Vallicella, appellativo che faceva riferimento all'avvallamento del terreno nella zona; e il popolo la soprannominò Chiesa Nuova per distinguerla da quella, tanto che il nome fu dato anche alla piazza antistante.

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Palazzo Mattei di Giove è un palazzo storico di Roma.

Ospita attualmente delle istituzioni culturali: due istituti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l'Istituto Centrale per Beni Sonori e Audiovisivi (Discoteca di Stato) il Centro Studi Americani e l'Istituto storico per l'età moderna e contemporanea.

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E' nell'antico Tempio di Antonino e Faustina, all'interno del Foro Romano.

Il tempio fu trasformato in chiesa cristiana nel VII secolo, ma nel 1536 le sovrastrutture cristiane vennero rimosse per far vedere l'imponente colonnato all'imperatore Carlo V in visita a Roma dopo il saccheggio dei Lanzichenecchi.

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