by Associazione Kairòs


Caravaggio " Vocazione di San Matteo"

La "Vocazione di San Matteo" è una delle tre grandi tele commissionategli per la decorazione della Cappella Contarelli,( le altre due sono : "Martirio di San Matteo" "San Matteo e l'angelo") all'interno della chiesa romana di San Luigi dei Francesi.

Il dipinto raffigura il monento in cui, secondo la tradizione, Gesù sceglie il gabelliere Matteo quale suo apostolo.

La scena è ambientata in un locale oscuro e disadorno che per certi aspetti richiama le misteriose penombre degli interni del Tintoretto.

All'estrema destra della tela vi sono Cristo, che tende il braccio destro in direzione del futuro apostolo, e San Pietro, ritratto quasi di spalle, che lo accompagna. Matteo, seduto al tavolo insieme a quattro compari, è colto nel momento in cui, stupido dall'inaspettato invito reagisce con un gesto molto naturale, accennando interrogativamente a se stesso con l'indice della mano sinistra, come per sincerarsi che il Signore stesse rivolgendosi proprio a lui. 

Dei cinque personaggi al tavolo solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo, con il quale incrociano un complesso gioco di sguardi. Il vecchio con gli occhiali e il paggio a capotavola, invece, sono troppo intenti a contare i propri denari per rendersi conto di ciò che sta succedendo.

La simbologia Caravaggesca è chiarissima: la chiamata di Dio è sempre rivolta a tutti gli uomini, ma ciascuno è libero, secondo la propria coscienza, di aderirivi o di respingerla decidendo quindi anche della propria salvezza o della propria dannazione. 

Al di là delle simbologie e dei significati religiosi, la vera protagonista della tela è comunque la luce.

Grazie ad essa le figure assumono volume e risalto, staccandosi dalla tetra penombra del locale e rimodellandosi in tutti i loro particolari. Si noti come tale luce sia nel contempo reale e ideale.

Reale in quanto Caravaggio la immagina provenire da una porta che dà sull'esterno, la stessa porta attraverso la quale sono verosimilmente entrati Cristo e Pietro.

La luce giallastra squarcia la penombra del locale mettendone impietosamente in evidenza la povertà e lo squallore, simili a quelli delle bettole romane che l'artista era solito frequentare e alle quli senza dubbio si è ispirato. 

Il realismo di Caravaggio è qui evidente non solo nella definizione dei caratteri dei personaggi, ma anche nei loro vestiti,tratti con meticolosa verosimiglianza dalla moda seicentesca.

La rappresentazione nel suo complesso, non presenta nessun riferimento sacro e le sue caratteristiche sono più di quelle di una scena di genere,allora tanto di moda, piuttosto che quelle di evento religioso.

Anche l'aureola sospesa sul capo di Cristo, unico indizio della sua natura divina, è stata dipinta successivamente per compiacere una committenza insoddisfatta dal carattere troppo "laico" del dipinto.



 


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Informazioni aggiuntive

  • Autore: Caravaggio
  • Anno: 1599/1600
  • Tecnica: Olio su tela, 322x340cm
  • Dove: Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi
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