by Associazione Kairòs


Bernini "La Cappella Cornaro e l'Estasi di Santa Teresa d'Avila"

L'opera più importante che Bernini realizza nella metà del 1600 è la Cappella Cornaro nella Chiesa carmelitana di santa maria della Vittoria, realizzata per il cardinale veneziano Federico Cornaro (Corner) che stabilitosi a Roma nel 1644 affida a Bernini la trasformazione del transetto sinistro della chiesa in una cappella sepolcrale per la sua famiglia.

L'eccezionalità dell'opera, la prima in cui l'artista realizza la strategia di unificare i diversi linguaggi artistici (architettura, scultura, pittura, scenografia, teatro, scienza della luce) per potenziare la resa spettacolare e persuasiva, è testimoniata, oltre che dalla sua assoluta coerenza formale ed espressiva, dall'immeditao successo di cui offrono riscontro le innumerevoli imitazioni prodotte nei decenni successivi in Italia e in Europa.

Monumento commemorativo più che cappella funeraria, la piccola costruzione intreccia il significato teologico della dedicazione alla Santa di Avila con la celebrazione della potente famiglia Cornaro

Il miracolo dell'estasi di Teresa, fondatrice dell'ordine carmelitano è inscenato nel contesto di un complesso meccanismo drammaturgico che interessa l'interno ambiente della cappella e che comprende tanto il gruppo scultoreo collocato al centro dell'altare-tabernacolo, concepito come una sorta di boccascena teatrale, quanto la volta decorata con stucchi raffiguranti episodi della vita della santa e la gloria di angeli ai lati dell'unica finestra, verso cui sembrano tendere anche gli scheletri risorgenti intarsiati nel pavimento. 

Sui fianchi della cappella, affacciati a "coretti" simili a parchi di un proscenio teatrale da cui pendono morbidi drappi marmorei, i membri della famiglia Cornaro (sette cardinali,compreso lo stesso committente e il padre di quest'ultimo, il doge Giovanni Corner) assistono in qualità di testimoni all'evento, alternando espressioni di intima devozione e di raccoglimento allo stupore e alla meraviglia.

I loro sguardi sono rivolti al centro della cappella dove, incorniciate da un'architettura straordinariamente dinamica e vivacemente policroma, culminante nell'elegante frontone convesso dal profilo spezzato, le figure dell'angelo e di Santa Teresa adagiata su una nube di pietra danno l'impressione di galleggiare nel vuoto.

L'illusionismo della scena è accresciuto dal fiotto di luce calda e reale che, piovendo dall'alto scivola lungo i raggi di bronzo che sovrastano il gruppo avvolgendolo in un magico pulviscolo dorato.

Concepita come un tableau-vivant, come un emozionante e rutilante spettacolo che si dispiega "qui e ora" sotto lo sguardo del fedele, l'opera vive il suo culmine drammatico nella figura di Teresa investita e pervasa dall'amore divino impersonato dal sorridente Angelo - Cupido che le trafigge il cuore con una freccia d'oro.







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Informazioni aggiuntive

  • Autore: Gian Lorenzo Bernini
  • Anno: 1647/1652
  • Tecnica: Marmo
  • Dove: Roma, Chiesa Santa Maria della Vittoria
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