by Associazione Kairòs


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MACRO Sala e Foyer
In esposizione oltre 100 opere, fra dipinti, sculture, fotografie, installazioni e anche film d’artista e documentari, recuperati grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, che hanno come protagonista la Roma dei primi anni ’60, trasformata e rivissuta mediante l’immaginario visivo degli artisti della cosiddetta Scuola di piazza del Popolo.

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La meta di oggi è il convento di Trinità dei Monti, ufficialmente di proprietà francese e servito dalla oramai quasi estinta Confraternita dei Monaci di Gerusalemme, la stessa comunità che si trova in Francia nella famosa abbazia di Mont Saint-Michel (anche lì sono rimasti in pochissimi...). Il convento sorge alla sommità della famosa scalinata di piazza di Spagna, dietro l'obelisco e a fianco della chiesa (vedi foto); forse qualche distinta signora tra i nostri lettori conoscerà bene il convento che, già dal 1800 è stata anche sede di un prestigioso collegio per educande (e l'attività didattica continua ancora oggi).

Il primo luogo straordinario è l'"astrolabio" del 1600 (vedi foto): un'incredibile galleria affrescata con decine di simboli zodiacali e linee che si diramano da uno specchio presente su una finestra. Certo, di meridiane ne esistono parecchie, anche a Roma, ma qui non ne osservate una, qui ci siete proprio dentro! L'intero ambiente dell'astrolabio infatti rappresenta in sè un'enorme meridiana a riflessione, in cui, attraverso calcoli complessi e seguendo la proiezione della luce riflessa del sole sulle pareti, oltre l'orario esatto, è possibile determinare varie situazioni astronomiche...un ambiente insomma davvero interessante...da visitare rigorosamente in una giornata non nuvolosa!

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1. Non parlare di calcio se non sai se è aquilotto o lupacchiotto

Come per il pescarese, il catanese, e per il 98,5% degli italiani, per lui il calcio è una cosa seria, ma attenzione, prima di abbandonarvi a commenti sul campionato, chiedetegli dov’è nato. Non è legge, ma meglio che annà de notte, perché in linea di massima il romano:

-Se è di Testaccio, tifa Roma
-Se è di Garbatella, tifa Roma
-In generale, se è di Roma sud, è facile che tifi Roma
-Se viene da Pietralata, è un aquilotto
-Da Prati, probabilmente è un aquilotto
-Se in generale viene da Roma nord, è probabile che sia un aquilotto.

2 L’Amatriciana e la Gricia con la Pancetta

Andiamo subito alle questioni serie. La Pancetta…, a regà, la Pancetta se invitate a cena un romano è fondamentale. L’Amatriciana nun se fa con la pancetta, se fa col guanciale.
La Gricia, se fa col guanciale.
‘A carbonara se po fa’ con la pancetta affumicata.

L’Amatriciana con la Pancetta è un insulto al genere umano, n-u-n  s-e  p-o’ f-a’! Perché se vi va bene du forchettate gliele dà pure per educazione, ma è più facile che sbrocchi e vi dica (giustamente): “a li mortacci tua! Ma che è sta pecionata? Ja’ a dai ar gatto ‘a matriciana co’ la pancetta! ”.
La morte sua poi (ma questo si sa) sono i bucatini, altrimenti chiamati, dagli antichi osti romani, abbotta straccioni.
Insomma seguite i nostri consigli, fatelo sta’ na crema (rendetelo felice) e vedrete che co’ na sniffata se ne magna quattro.

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Il saluto romano, così detto perché in passato fu ritenuto derivare da una tradizione dell'Antica Roma, è una forma di saluto utilizzata in varie parti del mondo nel periodo a cavallo tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, che prevede il braccio destro alzato di circa 135 gradi rispetto all'asse verticale del corpo con la palma della mano rivolta verso il basso e le dita unite.

La cinematografia e la tradizionale iconografia hanno diffuso altri tipi di gesti di saluto: il saluto detto legionario che consiste nel battere il pugno o la mano destra tesa sul petto (usato in parte ancora oggi in certe forme di "presentat'arm" militare), e il saluto detto "gladiatorio", consistente nell'affiancare l'avambraccio destro di chi saluta a quello di chi si vuol salutare e scambiarsi una reciproca stretta al di sopra del polso.

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Quando ci si incontrava per strada, per salutare un conoscente ci si limitava ad un semplice salve oppure (h)ave, seguiti o meno dal nome della persona in questione.

La risposta era ovviamente "salve (ave) et tu" ovvero, "salute anche a te!"

Se ci si fermava per scambiare qualche semplice parola, la formula più usata era quid agis? ovvero, "come va?" oppure "cosa fai?".

Come gesto di saluto si stendeva la mano a una certa distanza e si era soliti sollevare l'indice destro (vedi saluto romano).

Svetonio lo chiama digitus salutaris (dito del saluto)

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1. Portala al mare. È bene saperlo subito: la romana ha il mare nel cuore. D’estate e d’inverno. Regalarle un tramonto con aperitivo a Fregene (Ostia è out) è una mossa vincente. Solo in seconda battuta, va bene anche uno spritz mixato al Ponentino a Trastevere. Oppure l’happy hour su un barcone galleggiante sul Tevere, magari sotto Castel Sant’ Angelo, con lo sfondo del cupolone rosa al tramonto. Al quartiere Monti, dove abita il nostro ex presidente Napolitano, la sera invece l’aperitivo è vintage con contorno di affollato mercatino. Se poi lei è golosa portala a Ponte Milvio. Il tiramisù di Pompi è un must. Seguito da romantica passeggiata sul ponte. Ma non provare a tirare fuori un lucchetto. Verresti subito catapultato nel Tevere. Moccia, addio!

2. A cena fai “alla romana”. I conti si pagano “a metà”, e lei ci tiene a fare la sua parte. Fai pure il gesto di offrire tu. Sarà apprezzato, ma non insistere. Dividere il conto per lei è un segno di indipendenza, ma anche un modo per mandarti un messaggio preciso: “Bello, per fare colpo ci vuole altro!”. Altro consiglio: dopo il primo appuntamento non ti “accollare”. Ovvero non essere troppo presente, insistente, persecutorio. La romana deve star tranquilla, avere da te le giuste attenzioni ma senza ansia. Non riempirla di sms, non chiederle ogni due ore cosa sta facendo, non pretendere di fare programmi per la serata in anticipo. Quello che fa durante il giorno, se vuole, te lo dice lei. E per la sera si improvvisa sempre all’ultimo momento.

3. Mi raccomando la puntualità. A Roma tutti sono sempre in ritardo. Se qualcuno arriva puntuale o, peggio, in anticipo, viene visto come un marziano. Però al primo appuntamento arrivare dopo di lei sarebbe davvero stonato. Usa l’ingegno: arriva un po’ prima, ma non farti vedere, e sbuca proprio mentre appare lei. “Che sintonia! Siamo arrivati insieme!”. Il primo “ritardo” insieme non si scorda mai.

4. Look: stai sciallo. Niente galanterie raffinate, appuntamenti “pomposi”, dress code troppo curati ed eleganti. Non sono apprezzati. Jeans e camicia vanno benissimo, via le giacche, meglio un giubbino di pelle. D’estate bermuda e t-shirt sono il look più gettonato nelle serate romane. I fighetti, sotto il cupolone, non vanno. E per carità, niente mocassini o pantaloni con il risvoltino!

5. No pizza, no party. Non parlarle di menù vegetariano, cibi light, ristorante vegano. La romana preferisce sbattersi tutta la settimana per stare a dieta, correre sul Lungotevere e “uccidersi” in palestra. Ma al ristorante non levatele la pizza (e la pasta!)

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Il primo edificio. La prima pietra su Don Bosco...

Era il 13 settembre 1961

Nasceva il Tuscolano, Don Bosco e Cinecittà:

Piazza Don Bosco veniva alla luce...

Inizialmente quest'area era compresa nella zona nota come il Quadraro, toponimo rimasto per gran parte della zona sud-est di quello che ufficialmente è il quartiere Tuscolano.

Infatti con Quadraro si indicava, fino agli anni trenta circa, tutta la zona a sud est di Roma che va da Porta Furba agli attuali stabilimenti di Cinecittà.

Dopo la costruzione degli stabilimenti cinematografici la zona venne sempre più frequentemente indicata con il termine "Cinecittà", e così il quartiere che sorse attorno. Il toponimo Quadraro indica oggi l'area dove sorge l'insediamento urbano più antico della zona.

Nella divisione amministrativa di Roma degli anni venti quello che sarebbe divenuto il quartiere Don Bosco era ufficialmente noto come quinto Suburbio (Suburbio V), oltre che popolarmente noto come parte del Quadraro.

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Storia

Il monumento, risalente alla seconda metà del II secolo d.C., completamente costruito in laterizio, è ben conservato ed è di grande interesse sia per la tipologia architettonica, che segna un'evoluzione nella tipologia "sepolcrale" romana, sia per la qualità artistica della decorazione in cotto.

L'edificio, "ammirato" da architetti rinascimentali quali Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi e ritratto dal Piranesi e dal Labruzzi, venne "usato" come fienile per secoli, compromettendo alcuni elementi legati all'originaria funzione, ma permettendone la conservazione grazie alla manutenzione continua.

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L'urina era molto sfruttata nell'antichità come fonte naturale di ammoniaca. Era per questo utilizzata da lavandai nel lavaggio degli abiti (a noi oggi sembra incredibile...) e dai tintori come mordente per i colori.

L'urina veniva utilizzata anche nella concia delle pelli.

Già nell'antica Roma le urine provenienti dai vespasiani venivano raccolte e vendute ai tintori. Come non bastasse poi l'imperatore Vespasiano mise pure la famosa tassa sugli omonimi cessi, quella del proverbiale “non olet”.

Agli angoli delle strade si trovano spesso delle anfore per raccogliere...l'urina umana..

Degli schiavi passeranno a prelevarla per usarla nelle "fullonicae", dove altri, all'interno di vasche, pigeranno i panni con i piedi per 'lavarli'…verranno poi risciacquati, battuti, trattati con altre sostanze come la creta per renderli più consistenti e poi stesi per asciugare.

Esiste anche una sorta di "candeggiatura": i panni vengono stesi su una struttura ad arco di legno, alta meno di un metro che ricoprirà un braciere in cui è stato messo a scaldare dello zolfo..

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Un contorno dai sapori contrastanti in grado di unire due verdure di tipologia completamente diversa in un mix stuzzicante per il palato: la purea di fave e cicoria saltata.

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di cicoria o catalogna
  • 400 g di fave
  • 1 cipolla
  • olio extra vergine di oliva
  • pepe
  • brodo vegetale o di dado
  • aglio
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Un antipasto stuzzicante utilizzabile anche come spuntino, tipico della tradizione romana del quale rappresenta il gusto tipicamente forte ma semplice: la pizza con gli sfrizzoli.

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di farina,
  • 25 gr. Lievito di birra,
  • 2 manciate di sfrizzoli (guanciale tagliato a dadini piccolissimi e cotto nello strutto)
  • 100g di pecorino romano
  • 100g di parmigiano
  • olio
  • sale
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Un piacere tutto italiano, una vera filosofia.

Eccovi i luoghi dove gustare un piacevole caffè:

 

Tazza d'Oro - via degli Orfani (Pantheon)

Caffè Sant'Eustachio - piazza di Sant'Eustachio (piazza del Pantheon)

Caffè della Pace - via della Pace (Piazza Navona)

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DOMUS PROSERPINA

Meraviglioso appartamento vicino a  Villa Borghese e Via Veneto.

Per un meraviglioso soggiorno a Roma!

Recentemente ristrutturato e finemente arredato, si trova al secondo piano di un signorile edificio storico con ascensore, nell’elegante quartiere a ridosso di Villa Borghese.

A "due passi" dalla “Doce Vita” del maestro Federico Fellini in via Veneto. 

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Favoloso e tranquillo appartamento nel centro di Roma, molto vicino alla fermata della metropolitana linea A  OTTAVIANO-S.PIETRO MUSEI VATICANI e  capolinea di autobus  (Clodio) collegati con il resto del centro storico di Roma.

Molto ben collegato con gli Aeroporti di Roma- Fiumicino e Ciampino.

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La ricetta per un pane "buono" come lo mangiava anche Giulio Cesare è questa:

 

- 400 grammi di biga acida (sorta di lievito naturale)

- 12 grammi di lievito

- 18 grammi di glutine

- 24 grammi di sale

- 532 grammi di acqua

- 405 grammi di farina di farro

- 405 grammi di farina integrale

 

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Garbatella è la zona urbanistica 11C del Municipio Roma VIII (ex Municipio Roma XI) di Roma Capitale.

Si estende quindi sul settore sud della città, in particolare sul quartiere Q. X Ostiense.

Il quartiere fu fondato negli anni venti sui colli che dominano la basilica Papale di San Paolo fuori le mura.

Dopo la prima guerra mondiale Roma visse una fase di grande sviluppo edilizio, paragonabile per alcuni versi a quella del secondo dopoguerra. Il settore sud della capitale, nelle "intenzioni" degli urbanisti "umbertini", doveva essere connesso al lido di Ostia tramite un canale navigabile parallelo al Tevere, che non fu però mai scavato.

Tale canale avrebbe dovuto dotare Roma di un porto commerciale molto vicino al centro della città (distante meno di duecento metri dalle mura aureliane), nei pressi dell'odierna via del Porto Fluviale, situata al confine tra Garbatella e Testaccio; nella zona a ridosso del canale avrebbero dovuto sorgere una serie di lotti abitativi destinati ad ospitare i futuri lavoratori portuali.

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Ingredienti per 4 persone:


* 450 g. di spaghetti
* 200 g. di pecorino romano grattugiato
* pepe macinato grosso
* sale

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Our place is on the top floor in the center of Rome: 5 min. from Spanish Steps and Trevi Fountain. 2 min. from the metro.

The room "overlooks" a courtyard and is very quiet.

It can host 2 people.Your own bathroom.

We are a family...with 2 BIG cats!

 

 

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Grazioso appartamento a pochi passi dal ... - HomeAway Prati (zona Vaticana)

Appartamento con 2 camere, 4 posti letto nel centro di Roma, vicino a San Pietro

Completamente ristrutturato, grazie alla sua posizione a pochi passi dal Vaticano, e la metropolitana, è una location moderna e confortevole e moderna nel "centro" di Roma.

È nuovo, pulito, elegante, luminoso e tranquillo.

Si "affaccia" su una strada tranquilla e silenziosa.

Ideale e conveniente se utilizzato per lavoro o per svago turistico.

Si trova al primo piano di un bel condominio molto tranquillo nonostante la posizione centrale, ed è composto da un soggiorno / sala da pranzo con un comodo divano letto, un tavolo allungabile con quattro sedie, una camera da letto con grande armadio.

"Separatamente" si ha a disposizione anche di una cucina attrezzata con lavastoviglie, lavatrice, forno a microonde, ferro e asse da stiro, tavolo, sedie, bagno con doccia, ripostiglio.

Arredato con cura, per accogliere come nel "calore" di una vera casa.

È dotato di accesso gratuito ad Internet, riscaldamento, aria condizionata, da 32 pollici a schermo piatto con canali satellitari e un'ottima ricezione dei canali internazionali.

Vedere questo nuovo attico con vista sulla cupola di San Pietro

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Flat with elevator, 2 bedrooms, living room, kitchen, bathroom, 2 big balconies

Penthouse in the center of Rome, completely renovated, thanks to its location just a step away from the Vatican and the Metro, it is a great starting point to reach all the main sites of the city.

It is brand new, just "renovated", elegant, bright, tastefully decorated, surrounded by "spacious balconies", where you can admire the dome of St. Peter with an aperitif or during a romantic dinner.

It is located on the seventh floor of a beautiful building with elevator, concierge service, in a "quiet", despite the central location.

It is composed of an entrance hall, lounge / dining room with a fantastic sofa bed with a very comfortable mattress very high, a single sofa bed, a big table seating six, a cozy and romantic double bedroom, kitchen fully equipped with dishwasher, oven, microwave, kettle, toaster, and everything you need, comfortable bathroom with bidet, large shower, utility room with washing machine, iron and ironing board and more.

Tastefully decorated, with attention to detail to welcome you in the warmth and elegance of a real home.

It features free Internet access, heating, air conditioning, 40 inch flat screen TV with satellite dish.

The living room can become a second bedroom, as provided with door for your privacy.


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Aurelio è il nome del tredicesimo quartiere di Roma che si trova nell'area ovest della città, a ridosso delle Mura Vaticane e delle Mura Aureliane.

Rientra nel territorio amministrato dai municipi XVIII e XIX del Comune di Roma.

Aurelio è il tredicesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XIII.

Esiste anche un suburbio omonimo, contrassegnato con S. IX.

Avamposto prima, poi passaggio obbligato dell’espansione della città verso Nord-ovest, dalla fine della guerra a oggi l’Aurelio non ha mai smesso di gonfiarsi di gente e di macchine. 

 

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Ingredienti per 4 persone:

Pancetta magra gr. 50, aglio, sedano, pomodoro gr. 100 (scolati), prezzemolo, carota, pasta corta gr. 200, parmigiano grattugiato

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La crocifissione era, al tempo dei romani, una modalità di esecuzione della pena di morte e una tortura.

La pena della crocifissione era tanto atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano.

Era applicata agli schiavi, ai sovversivi e agli stranieri e normalmente veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato.

Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e più tetro".

Il supplizio della crocifissione è tuttavia molto più antico dei romani e non sempre è legato a una struttura a croce.

A volte il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata.

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Con la locuzione latina "damnatio ad bestias", o soltanto "ad bestias", che tradotta letteralmente significa "(condanna) alle bestie", si indica un particolare tipo di condanna a morte riservata nell'antica Roma ai criminali peggiori di "basso rango" (non ai più pericolosi) o agli schiavi macchiatisi di qualche reato contro i propri padroni, i quali venivano appunto condannati a essere divorati vivi dalle belve nelle arene.

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Con la locuzione damnatio ad metalla, che tradotta letteralmente significa "condanna ai metalli" (cioè, alle miniere), si indica la condanna ai lavori forzati perpetui, in particolare in miniera, largamente irrogata nell'antica Roma. Forme analoghe di questa condanna si riferivano ai lavori forzati in altre opere pubbliche, che tenevano conto di specifiche realtà ed esigenze locali, e si avevano pertanto condanne ad esempio "ad salinas" o ad altri simili "campi" di lavoro.

La condanna, che rappresentava un "quid minus" rispetto alla "damnatio ad bestias" (che era in pratica una poena capitis), era irrogata per reati meno gravi o in presenza di qualche attenuante; per gravità è classificata immediatamente dopo la pena di morte e i summa supplicia.

Come altre pene di pari gravità, non poteva essere inflitta a senatori, cavalieri e decurioni (per i quali si applicava, a parità di condizioni, la deportatio).

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Il Ludus Magnus era la principale sede e "palestra" dei gladiatori a Roma, collocata nei pressi del Colosseo, nella valle tra l'Esquilino e il Celio.

Fu una delle quattro caserme (ludi) costruite da Domiziano (comprendenti anche il Gallicus, il Matutinus e il Dacicus), l'unica oggi parzialmente visibile.

Nell'area si trovavano precedentemente una domus tardo-repubblicana e un'insula della prima età imperiale, distrutte nell'incendio neroniano.

La struttura domizianea fu fondata nell'interro sovrapposto ai resti dell'incendio. La fase attualmente visibile si riferisce ad un restauro avvenuto sotto Traiano, che comportò la demolizione e ricostruzione di parte dell'elevato, probabilmente per motivi statici. Commodo, appassionato di giochi gladiatori, vi si esibì e sembra vi avesse anche soggiornato.

In epoca tardo-antica l'edificio dovette essere nuovamente restaurato e la cavea fu sostenuta con una serie di muri radiali in opera listata, che misero fuori uso gli ambienti di servizio presenti nelle sue sostruzioni.

Altri ambienti con muri in tufelli furono ricavati nella testata del portico all'angolo nord-occidentale.

L'edificio fu forse restaurato ancora sotto Odoacre (le "venationes", o giochi con gli animali, continuarono fino al 536, ma i restauri, ricordati in un'iscrizione rinvenuta frammentaria, si riferiscono forse piuttosto al Colosseo).

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Gianicolense è il nome del dodicesimo quartiere di Roma e fa parte del territorio amministrato dai municipi XV e XVI del Comune.

 

Il nucleo più vecchio del quartiere occupa la collina tufacea di Monteverde, mentre sul lato destro si trovano le altre colline: Monte Mario, Vaticano e il Gianicolo. I sette colli di Roma si trovano invece sul lato sinistro del fiume.

Il quartiere si trova nell'area ovest della città, dalle Mura gianicolensi fino a via del Casaletto e alla Valle dei Casali, compreso tra via Aurelia Antica e via Portuense, e confina:

  • a nord con il quartiere Q. XIII Aurelio e con il rione R. XIII Trastevere
  • a est con il quartiere Q. XI Portuense
  • a sud con il suburbio S. VII Portuense
  • a ovest con il suburbio S. VIII Gianicolense

Il quartiere comprende diverse aree urbane: Monteverde Vecchio, Monteverde Nuovo, Ponte Bianco, Donna Olimpia,Porta PorteseColli Portuensi e Nuovo Trastevere (l'unica area appartenente al Municipio Roma XI).

Il nome deriva dal colle Gianicolo, che è compreso nel rione di Trastevere, ma le cui propaggini occidentali corrispondono a Monteverde, che a sua volta potrebbe fare riferimento al tufo di colore verde-giallognolo che veniva estratto dalle cave che un tempo costellavano la zona, analogamente al termine Mons Aureus, ossia Monte d'oro.

 

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Una classica ricetta romana che negli ultimi anni è stata "rivisitata" da grandi chef che ne hanno creato una gustosa alternativa di mare.

Ingredienti 

  • 400 grammi di rigatoni
  • 400 grammi du pesce spada a tocchetti
  • pecorino hgrattugialo
  • 3 uova
  • sale, pepe e olio extavergine d'oliva
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In vista del Giubileo abbiamo immaginato assieme alla Sovrintendenza capitolina e a Zètema Progetto Cultura un nuovo progetto di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, dopo quello dei Fori di Piero Angela e Paco Lanciano.

Abbiamo pensato all’Ara Pacis che l’anno scorso, illuminata a colori ha avuto un successo di pubblico straordinario. In quella occasione è stato approntato un modello "tridimensionale" dell’altare sul quale è stata applicata la restituzione del colore secondo criteri filologici e storico-stilistici, per ricreare, senza "rischio" per la sua conservazione, l’effetto totale e "realistico" della policromia originaria.

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La fricassea è una particolare "emulsione" realizzata utilizzando uovo e limone utilizzata prevalentemente per condire carni bianche come agnello o pollo, ma anche utilizzato per condire dei carciofi romaneschi ottenendo un risultato davvero eccezionale. 

Ingredienti per 4 persone

  • 8 carciofi romani
  • 400 gr di brodo di dado
  • Prezzemolo
  • 1 aglio
  • 1 limone
  • 4 tuorli d’uovo
  • Parmigiano reggiano
  • Olio d’oliva
  • Sale e pepe

 

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Avete fatto tardi e ora non sapete cosa preparare per cena?

Ecco la ricetta per un primo piatto "gustosissimo" da preparare in 10 minuti, giusto il tempo di cottura della pasta!

Ingredienti per 4 persone

 

  • 400 gr di tagliatelle 
  • 200 gr di fiori di zucca
  • 100gr di pecorino romano
  • 6 cucchiai di olio d’oliva extravergine
  • 4 o 5 foglioline di basilico fresco
  • 2/3 uova
  • sale e pepe nero
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"Sciòrto er lèvito co' l'acqua amalappéna calla inzième a du etti scarzi de farina.

Ce vò quarche ora de requia, dòppo quanno ch'è crésciuto sciojetelo n'antra vòrta co 'n mezzo gòtto d'acqua; aggiugnete du òva, l'òjo er zucchero, la scorza de limone e l'odori de cannella e vanija, poi 'n tantinèllo de farina sufficènte p'ottenè 'na pasta alliscia e mòlla.

Ce se deveno da ricavà 'n po' de ciammèlle che bigna fà levità pe più ore.

Dòppo se friggheno co' l'òjo callo.

Se serveno sporveràte de zucchero a velo. ..."

Ingredienti

  • 60 g di lievito
  • 180 g di farina
  • 2 uova
  • olio
  • 100 g di zucchero
  • la scorza grattugiata di un limone
  • essenza di vaniglia
  • cannella tanta farina a seconda del numero di ciambelle
  •  zucchero
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Ingredienti per 4 persone

  • 300 gr. di farina
  • 100 gr di uvetta passa
  • 2 uova
  • 50gr di zucchero semolato
  • 50gr di pasta del pane
  • olio d'oliva 
  • sale
  • panna montata
  • zucchero a velo
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Ingredienti per 6 persone

  • 800 gr di baccalà
  • 8 peperoni
  • 3 cipolle
  • 600 gr di pomodori
  • prezzemolo
  • olio
  • sale e pepe
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Un piatto a base di pesce da "leccarsi i baffi": le "ciriole", in dialetto romanesco, o piccole "anguille d’acqua dolce".

Ingredienti

  • 1 kg di ciriole, 
  • 500 gr di pisellini dolci romani, 
  • 300 gr di passata di pomodoro, 
  • vino bianco, 
  • 4 cipolline novelle, 
  • 1 spicchio d’aglio, 
  • Farina, 
  • Prezzemolo, 
  • Olio e Sale q.b.
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Dolce tipico della cucina romana.  ...Mandorle dolci e amare, zucchero e profumo di vaniglia

Amaretti Romani


Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di mandorle dolci
  • 50 g di mandorle amare
  • 350 g di zucchero a velo
  • 5 bianchi d’uovo
  • 1 bustina di vaniglina
  • olio e farina quanto basta
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Ingredienti per 4 persone

 

  • 2 peperoni
  • 2 patate a pasta bianca 
  • 1 melanzana
  • 3-4 pomodori freschi da sugo (sammarzano)
  • 300 gr di fagiolini 
  • 1 cipolla o cipollotti freschi
  • olio extra vergine d'oliva
  • sale
  • basilico
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Il nome di questa ricetta racchiude in se tutto ciò che si deve sapere.

Anch’essa nata a nei limiti del "ghetto romano", questa pietanza è diventata propria della tradizionale cucina della capitale.

Ecco a voi i carciofi alla romana.

Ingredienti per 4 persone

-8 carciofi romani

-1 spicchio d’aglio

-1 limone

-Menta romana,

-2 dl di olio extravergine d’oliva,

-prezzemolo

-sale

-50 gr. di pangrattato

 

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Angelo Brunetti detto Ciceruacchio

Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (Roma, 27 settembre 1800 – Porto Tolle, 10 agosto 1849) fu un oste e un patriota italiano, che combatté per la seconda Repubblica romana, alla cui caduta fuggì con Giuseppe Garibaldi per raggiungere Venezia.

Il soprannome "ciceruacchio", datogli da bambino, è la corruzione dell'originale romanesco "ciruacchiotto" (grassottello).

Nato a Roma da un "maniscalco" nel rione di Campo Marzio, di mestiere "carrettiere" del porto di Ripetta, trasportando vino dai Castelli romani e poi gestendo una taverna nei pressi di Porta del Popolo.

 

Sembra che in età giovanile abbia esercitato la mansione di "garzone" nel Seminario Romano all'Apollinare.

Infatti nelle scale secondarie, in un'umile stanzuccia, sulla porta di ingresso è scritto a matita: "Angelo Brunetti". Di carattere brillante e molto socievole, era beneamato dal popolo romano, anche per il suo comportamento durante l'epidemia di colera del 1837.

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L’appartamento, recentemente ristrutturato e arredato con gusto, è composto da: una camera da letto con due comodi letti singoli e un grande armadio a 6 ante; un ampio e confortevole soggiorno con divano-letto matrimoniale, un "moderno" e attrezzato angolo cottura, un tavolo "allungabile"; un bagno "moderno" e attrezzato con doccia. 

Il wi-fi è gratuito. 

L’appartamento è ben attrezzato e pulito; è situato al piano terra di un elegante stabile, l’affaccio al cortile interno dello stabile permette di avere silenzio e tranquillità, nonostante si trovi in pieno centro della città.

 Galleria

Lunedì, 21 Settembre 2015 11:55

Applicazione Ecce Roma

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Cosa puoi fare con l’app

  • Visitare Roma e scoprire ogni giorno le meraviglie intorno a te partendo dalla tua posizione o scegliendo il luogo da cui partire
  • Decidere quale itinerario "percorrere"
  • Scegliere dove mangiare, fare shopping, dormire, passare il tuo tempo libero usufruendo di sconti esclusivi
  • Accumulare punti per "cogliere" sempre nuove occasioni.
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Ostiense è il nome del decimo quartiere di Roma.

Si trova nell'area sud della città, a ridosso delle Mura Aureliane e del fiume Tevere.

Rientra nel territorio amministrato dai municipi I e XI del Comune di Roma e qui potete visitare la Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Si trova nell'area sud della città, a ridosso delle Mura Aureliane e del fiume Tevere.

Il quartiere confina:

a nord con i rioni R. XX Testaccio e R. XXI San Saba

a est con il quartiere Q. XX Ardeatino

a sud con il quartiere Q. XXXII Europa

a ovest con il quartiere Q. XI Portuense

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E’ l'undicesimo quartiere di Roma.

Si trova nell'area sud della città, a ridosso delle Mura Aureliane e del fiume Tevere.

Rientra nel territorio amministrato dai municipi XV e XVI del Comune di Roma.

Portuense è il quartiere "residenziale" apprezzato dai romani che non vogliono avere nulla a che fare con il traffico e i turisti del centro.

Venerdì, 18 Settembre 2015 10:34

Progetto Casa Vacanza

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L'8 dicembre 2015 sara' aperto da Papa Francesco  il Giubileo.

Un evento in cui centinaia di migliaia di pellegrini visiteranno la citta' di Roma.

Un'occasione di preghiera e di cammino spirituale che molte persone, provenienti da tutto il mondo, condivideranno nella citta' eterna. 

L'Associazione Kairos per la prima decade di settembre metterà a disposizione di tutti i soci proprietari di Case Vacanza il portale ECCE ROMA.

Un portale presente da circa un anno nel panorama dei siti istituzionali e privati di incoming turistico a Roma si estende con proprie pagine dedicate ai principali social network (come ad esempio facebook twitter instantgramm).

Molto utilizzato dai turisti con i suoi 1500 articoli dedicati al mondo dell'arte, dei monumenti, il portale e' un ottimo punto di riferimento per tutti coloro che intendono approfondire la storia di Roma. 

Le molteplici iniziative culturali ne fanno un ottimo vademecum per quanti trascorrono il loro soggiorno nella citta'. 

Il tutto condensato in un applicazione downlodabile dal sito (sia  android che ios)

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Dal 23 giugno è possibile accedere e visitare il Palazzo del Quirinale e le sue splendide sale anche nei giorni feriali, prenotando a scelta un percorso accompagnato tra: percorso artistico – istituzionale con visita al piano Nobile e al piano terra oppure percorso tematico con visita a Piano Nobile, Vasella, Giardini, Carrozze e Finimenti, Piano terra.

Richiesta la prenotazione, almeno cinque giorni prima della data della visita.

 

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Appio-Latino è il nono quartiere di Roma, indicato con Q. IX.

Il nome è dovuto al fatto che il territorio del quartiere si estende tra le vie Appia Antica e Nuova ed è attraversato dalla via Latina.

Si trova nell'area sud-est della città, a "ridosso" delle Mura aureliane.

Il quartiere confina:

a nord con il rione R. I Monti

a est con il quartiere Q. VIII Tuscolano

a sud-est con il quartiere Q. XXVI Appio-Pignatelli

a sud-ovest con il quartiere Q. XX Ardeatino ed il rione R. XIX Celio

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Tuscolano

Tuscolano è il nome dell'ottavo quartiere di Roma. Si trova nell'area sud-est della città, a ridosso delle Mura Aureliane. Rientra nel territorio amministrato dai municipi VI, VII, IX e X del Comune di Roma. Tuscolano è indicato con Q. VIII.

L'origine del territorio Tuscolano, che da un punto di vista sia paesaggistico sia storico sia sociale sarebbe opportuno formasse un tutt'uno con quello Appio-Latino, non risale oltre l'età medievale se si ci si riferisce alla via che gli dà in prestito il nome: la via Tuscolana, per l'appunto.

Tale strada, pensata per mettere in collegamento Roma con Tuscolo, non sembra infatti avere una origine classica per l'assenza di documentazioni archeologiche e storiche ad essa collegate che risalgano a questo periodo. La prima menzione della via Tuscolana è in una bolla di papa Onorio III del 1217. Né sembrerrebbero avere a che vedere con questo asse viario il Mausoleo imperiale conosciuto come "Monte del Grano" (150-250 d.C.), riconducibile alla vicina villa romana Ad duas lauros, alla quale si accedeva dalla via Labicana (l'attuale Casilina), né i Colombari di via Pescara, più vicini a Roma, probabilmente allineati su un qualche diverticolo della Labicana. 

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Prenestino-Labicano è il nome del settimo quartiere di Roma che si trova nell'area est della città, a ridosso delle Mura Aureliane. Rientra nel territorio amministrato dai municipi VI e IX del Comune di Roma e tra le "attrazioni" qui trovate Porta Maggiore.

Prenestino-Labicano è il settimo quartiere di Roma, indicato con Q. VII.

Prende il nome dalla via Prenestina e dalla antica via Labicana, oggi tratto iniziale di via Casilina.

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Tiburtino

Tiburtino, il sesto quartiere di Roma, si trova nell'area est della città, a ridosso delle Mura Aureliane e rientra nel territorio amministrato dai municipi III, V e VI del Comune.

Nel quartiere si trovano la città Universitaria, il cimitero del Verano, il quartiere di San Lorenzo e la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

Nel Tiburtino hanno sede la Città universitaria, il cimitero del Verano e diverse altre strutture.

Il nucleo centrale del quartiere è costituito dalla "zona di San Lorenzo", duramente bombardata (circa 1500 morti) daiB-17 americani il 19 luglio 1943.

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"Er Monnezza", soprannome di Sergio Marazzi, è un personaggio fittizio, creato dallo sceneggiatore Dardano Sacchetti e dal regista Umberto Lenzi, e interpretato dall'attore Tomás Milián, protagonista dei film "Il trucido e lo sbirro", diretto da Umberto Lenzi nel 1976, "La banda del trucido", diretto da Stelvio Massi nel 1977, e "La banda del gobbo", diretto da Umberto Lenzi nel 1977

"Er Monnezza" nasce ufficialmente il 24 maggio 1976, inizio delle riprese del film Il trucido e lo sbirro, per poi proseguire con altre 2 pellicole: La banda del trucido (1977), La banda del gobbo (1978).

Con Nico Giraldi, detto "Nico er Pirata", è uno dei due personaggi che hanno reso noto in Italia Tomás Milián, anche grazie all'inconfondibile voce prestatagli da Ferruccio Amendola.

Molti fans e molti critici confondono spesso er Monnezza con Giraldi, protagonista della serie diretta da Bruno Corbucci, ma i due, nonostante le somiglianze del look e il fatto che sia lo stesso Milián ad interpretarli, fanno parte di due serie totalmente diverse: più sul versante del poliziottesco er Monnezza, più sulla commedia Nico Giraldi. Ulteriore elemento di confusione per i fans è costituito dal fatto che nel film Uno contro l'altro, praticamente amici (1981), lo stesso Milián interpreta un personaggio del tutto simile nel look a quello interpretato nei film del Monnezza, chiamato anch'esso "er Monnezza".

In realtà in tale film il soprannome era riferito ad un personaggio di nome Quinto Cecioni, che si differenzia quindi dal "Monnezza" originale.

 

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Nomentano (Nomentano-Italia) è il quinto quartiere di Roma, indicato con Q. V.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 3A del Municipio Roma II (ex Municipio Roma III) di Roma Capitale.

Si trova nell'area nord-est della città, a ridosso delle Mura Aureliane. Ha la forma di un triangolo irregolare e poggia su un terreno ondulato.

Il quartiere confina:

  • a nord-ovest con il quartiere Q. IV Salario e con il quartiere Q. XVII Trieste
  • a est con il quartiere Q. XXI Pietralata
  • a sud con il quartiere Q. VI Tiburtino
  • a sud-ovest con il rione R. XVIII Castro Pretorio

 

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Il territorio del Salario, il quarto quartiere di Roma, è racchiuso interamente nel territorio amministrato dal municipio II

del Comune di Roma e tra le "attrazioni" da visitare comprende il Museo Macro. Salario è il quarto quartiere di Roma, indicato con Q. IV.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 2D del Municipio Roma II di Roma Capitale. 

Prende il nome dalla via Salaria ed è il quartiere più piccolo di Roma. 

Si trova nell'area nord della città, a "ridosso" delle Mura Aureliane.

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I quartieri di Roma costituiscono il secondo livello di suddivisione toponomastica della città.

Come il centro storico è diviso in rioni, la zona appena fuori dal centro è suddivisa in quartieri, ovvero le zone di nuova urbanizzazione nate soltanto dopo l'istituzione dell'ultimo rione, Prati.

Alcuni quartieri hanno cambiato nome, come ad esempio il quartiere 15, "Milvio", che già prima della seconda guerra mondiale si chiamava "della Vittoria” o il quartiere 3, "Vittorio Emanuele III", che ha aveva il nome di Pinciano. Altri quartieri sono stati istituiti dopo la guerra in conseguenza dell'allargamento del territorio urbano e sono quelli dal 18 al 35. La città è ora divisa in 35 quartieri.

Visitiamo ora il quartiere : Parioli...

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Pinciano

Pinciano è il terzo quartiere di Roma che si trova nell'area nord della città, a ridosso delle Mura Aureliane. Rientra interamente nel territorio amministrato dal municipio II del Comune di Roma e comprende la Galleria Borghese, Villa Borghese, il Bioparco, la Galleria Nazionale Arte Moderna e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

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I quartieri di Roma costituiscono il secondo livello di suddivisione toponomastica della città.

Come il centro storico è diviso in rioni, la zona appena fuori dal centro è suddivisa in quartieri, ovvero le zone di nuova urbanizzazione nate soltanto dopo l'istituzione dell'ultimo rione, Prati.

Alcuni quartieri hanno cambiato nome, come ad esempio il quartiere 15, "Milvio", che già prima della seconda guerra mondiale si chiamava "della Vittoria” o il quartiere 3, "Vittorio Emanuele III", che ha aveva il nome di Pinciano. Altri quartieri sono stati istituiti dopo la guerra in conseguenza dell'allargamento del territorio urbano e sono quelli dal 18 al 35. La città è ora divisa in 35 quartieri.

Visitiamo il quartiere : Flaminio

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Ipazia di Alessandria , la più importante scienziata e filosofa dell’antichità,visse a cavallo tra il IV e V secolo, in un periodo in cui il Cristianesimo , religione ufficiale dell’Impero, andava a sostituirsi alle tradizioni pagane .

La sua vita , le sue opere,i suoi insegnamenti e il suo particolare linciaggio a opera di un gruppo di monaci fanatici fecero di lei un simbolo del passaggio a una nuova "epoca" che apriva le porte al Medioevo.

Nella seconda metà del IV secolo, quando nacque Ipazia, Alessandria d’Egitto , era ancora una fiorente metropoli ellenica , capitale della cultura e dell’arte. Con al dinastia dei Tolomei, si formarono generazioni di scienziati,letterati e filosofi.

Qui si sviluppò a partire dal III d.C. la scuola di Alessandria, "centro" della filosofia neoplatonica con i suoi illustri rappresentanti, come Plotino.

Ipazia fin da fanciulla fu immersa nel mondo dello studio e della dissertazione intellettuale.

Era figlia di Teone di Alessandria, noto matematico e astronomo che dirigeva la biblioteca del Serapeo. Si dedicò in prima fase allo studio delle scienze matematiche , scrivendo libri di astronomia e geometria.. Si interessò di scienze applicate disegnando strumenti scientifici fra cui l’idrometro , che serviva a misurare la densità dei liquidi.

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I ritratti del Fayyum sono una serie di circa 600 ritratti funebri, fortemente realistici, realizzati per lo più su tavole lignee, che ricoprivano i volti di alcune mummie egizie d'età romana.

Il nome deriva dalla pseudo-oasi del Fayyum, il luogo da cui proviene la maggior parte delle opere.

L'importanza di tali raffigurazioni deriva, oltre che dal loro spiccato realismo, anche dal fatto che, insieme agli affreschi di Ercolano e Pompei, a quelli della tomba del "tuffatore" a Paestum e ad alcune raffigurazioni tombali a Verghina nella Macedonia Centrale, sono tra gli esempi meglio conservati di pittura dell'antichità.

L'Egitto di epoca ellenistica prima e romana poi ospitava numerose comunità greche, soprattutto ad Alessandria e nelle altre città maggiori. 

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Antonello Venditti, all'anagrafe Antonio Venditti (Roma, 8 marzo 1949), è un cantautore italiano. Considerato fra i più popolari e tra i più prolifici della cosiddetta Scuola Romana, dal 1972, anno del suo debutto discografico, ha condensato nel suo repertorio canzoni d'amore e d'impegno sociale.

Con 30 milioni di copie è uno tra gli artisti italiani con il maggior numero di dischi venduti.

Nasce a Roma nel quartiere Trieste (precisamente in via Zara 13).

È figlio unico di una famiglia appartenente alla "medio-alta" borghesia italiana: il padre Vincenzino Italo, molisano di Campolieto, in provincia di Campobasso, è un funzionario dello Stato che diventerà viceprefetto di Roma; la madre romana Wanda Sicardi, è insegnante liceale di latino e greco.

Dal 1975 al 1978 è stato sposato con Simona Izzo dalla quale ha avuto il figlio Francesco Saverio, nato il 27 agosto 1976, attore e doppiatore, che gli ha dato due nipoti, Alice Venditti e Tommaso Venditti, avuti da Alexandra La Capria.

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Nato a Roma nel 1950, Alvaro Vitali è di aspetto buffo: basso, col doppio mento e con un volto comico.

Le sue radici, che affondano nella tradizione romana e "romanesca", assieme alla sua simpatia, danno vita a un personaggio che con Lino Banfi, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto e tanti altri, popolerà la commedia sexy tra gli anni Settanta ed Ottanta. Separato con un figlio, vive a Roma con l'attuale compagna, la cantautrice Stefania Corona.

Ancora studente, con una passione per il canto e il ballo, venne scoperto da Federico Fellini che durante un provino rimase così colpito dall'aspirante attore che nel 1969 lo fece "esordire" nel cinema con una piccola parte in Satyricon. Il regista lo volle in seguito ne I clowns (1971), Roma (1972) - dove interpreta un "ballerino di tip tap" d'avanspettacolo - e in Amarcord (1973).

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Il "Prevert di Trastevere", uno degli artisti-simbolo della grande musica d'autore italiana: Franco Califano, nato a Tripoli il 14 settembre 1938, ha avuto un'infanzia davvero pasoliniana, caratterizzata da tante vicissitudini e mille guai.

Francesco Califano, più noto come Franco, "Califfo" o "il Maestro" (Tripoli, 14 settembre 1938 – Roma, 30 marzo 2013), è stato un cantautore, paroliere, produttore discografico, poeta, scrittore e attore italiano.

Considerato uno dei cantautori più originali del panorama musicale italiano, durante la sua carriera ha pubblicato 32 album e scritto complessivamente tra poesie e canzoni oltre 1.000 opere

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